Margherita Hack
Margherita Hack è una delle menti più brillanti della
comunità scientifica italiana e ha vissuto lavorando in grande stile
alla scienza astrofisica. Prima donna a dirigere un osservatorio astronomico
in Italia, ha svolto un'importante attività di divulgazione e ha dato
un valido contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione
spettrale di molte categorie di stelle.
Il padre, di religione protestante, lavorava come contabile e la
madre, cattolica, diplomata all'Accademia di belle arti, era miniaturista
alla Galleria d'arte degli Uffizi. Entrambi insoddisfatti delle loro
religioni e chiese, aderirono alle dottrine teosofiche, intrecciando
rapporti con un ambiente che sarebbe stato loro di sostegno nei momenti
più difficili. Non simpatizzarono per il regime fascista e per questo
subirono molte discriminazioni. Vegetariani convinti, trasmisero
questa cultura alla figlia, che non ha mai mangiato carne e ha coltivato
fin da piccola grandi amicizie a "quattro zampe". A undici
anni Margherita conobbe tra i compagni di giochi Aldo, un ragazzo
di due anni maggiore, che sarebbe diventato suo marito. Frequentò
il liceo classico e iniziò a giocare a pallacanestro e a fare atletica,
ottenendo ottimi risultati a livello nazionale nel salto in alto.
Ritrovò Aldo dieci anni dopo, nel 1943, all'Università di Firenze,
dove frequentavano rispettivamente la Facoltà di Fisica e quella di
Lettere. Si sposarono l'anno successivo e sono ancora uniti. A guerra
finita, nel 1945, fu possibile laurearsi con una tesi di astrofisica
relativa a una ricerca sulle cefeidi, una classe di stelle variabili.
Il lavoro fu condotto presso l'Osservatorio astronomico di Arcetri,
dove la Hack iniziò a occuparsi di spettroscopia stellare, che sarebbe
diventato il suo principale campo di ricerca.
Iniziò un periodo di precariato come assistente presso lo stesso
Osservatorio e come insegnante presso l'Istituto di Ottica dell'Università
di Firenze. Il primo impiego le venne offerto nel 1947 dalla Ducati,
un'industria di Milano che iniziava a occuparsi di ottica. Margherita
lo accettò e si trasferì col marito, ma l'anno successivo preferì tornare
all'ambiente universitario fiorentino.
Dal 1948 al 1951, insegnò astronomia come assistente e nel 1950 entrò
in ruolo. Nel 1954 ottenne la libera docenza e, sotto la spinta del
marito, iniziò la sua attività di divulgatrice scientifica, collaborando
con un quotidiano. Chiese e ottenne il trasferimento all'Osservatorio
di Merate, presso Lecco, una succursale dello storico Osservatorio
di Brera. Nello stesso periodo, teneva corsi di astrofisica e di radioastronomia
presso l'Istituto di Fisica dell'Università di Milano e iniziò le
sue numerose collaborazioni con università straniere in qualità di "ricercatore
in visita". Accompagnata dal marito, che la seguiva in ogni spostamento,
collaborò con l'Università di Berkeley (California), l'Institute for
Advanced Study di Princeton (New Jersey), l'Institut d'Astrophysique
di Parigi (Francia), gli Osservatori di Utrecht e Groningen (Olanda),
l'Università di Città del Messico; è stata anche "docente in visita" presso
l'Università di Ankara (Turchia).
Nel 1964 divenne professore ordinario, ottenendo la cattedra di astronomia
presso l'Istituto di Fisica teorica dell'Università di Trieste e come
tale ebbe l'incarico della direzione dell'Osservatorio astronomico.
La sua gestione, durata fino al 1987, rivitalizzò un'istituzione che
era l'ultima in Italia sia per numero di dipendenti e di ricercatori
che per strumentazione scientifica, portandola a rinomanza internazionale.
L'enorme sviluppo delle attività didattiche e di ricerca, che Margherita
Hack aveva promosso in università, pose il problema di creare un Istituto
di Astronomia. Fu istituito nel 1980 e sostituito nel 1985 da un Dipartimento
di Astronomia, che la scienziata diresse fino al 1990. Dalla sua nascita,
nel 1982, la studiosa ha curato una stretta collaborazione anche con
la sezione astrofisica della Scuola internazionale superiore di studi
avanzati (Sissa).
La carriera scientifica di Margherita Hack si è intrecciata a quella
degli astronomi più importanti dell'ultimo secolo. Le sue ricerche hanno
toccato diversi settori: ha studiato le atmosfere delle stelle e gli
effetti osservabili dell'evoluzione stellare e ha dato un importante
contributo alla ricerca per lo studio e la classificazione spettrale
delle stelle da 0 a F. I suoi lavori più importanti vertono sulle stelle
in rapida rotazione, chiamate stelle a emissione B, che emettono grandi
quantità di materiale e a volte formano anelli o inviluppi stellari,
e sulle stelle a inviluppo esteso. Ha contribuito in particolare allo
studio delle stelle di tipo Be, caratterizzate da uno spettro continuo
solcato di righe scure. Le sue recenti ricerche includono la spettroscopia,
nel visibile e nell'ultravioletto, dei sistemi a stelle binarie, nei
quali le due componenti sono così vicine da interagire, e delle stelle
simbiotiche.
Ha alternato la stesura di testi scientifici - sull'astronomia generale
e la spettroscopia stellare - a carattere universitario, alla scrittura
di testi a carattere divulgativo. Tra le sue pubblicazioni ricordiamo:
Le nebulose e gli universi-isole (1959), La radíoastronomia alla scoperta
di un nuovo aspetto dell'Universo (1960), L'universo. Pianeti, stelle
e galassie (1963), Esplorazioni radíoastronomíche (1964), L'universo
violento della radioastronomia (1983), Corso di astronomia (1984), L'universo
alle soglie del Duemila (1992), La galassia e le sue popolazioni (1992),
Alla scoperta dei sistema solare (1993), Cosmogonie contemporanee (1994), Una
vita tra le stelle (1995), L'amica delle stelle (1998). Il trattato
Stellar Spettroscopy, scritto a Berkeley, nel 1959, con Otto Struve
(1897-1963) è considerato ancora un testo fondamentale.
Straordinaria divulgatrice, ha collaborato a numerosi giornali, a
periodici specializzati e ha fondato nel 1978 la rivista "L'Astronomia" che
dirige tuttora. Nel 1980 ha ricevuto il premio Accademia dei Lincei
e nel 1987 il premio Cultura della Presidenza dei Consiglio. E' membro
dell'Accademia dei Lincei, dell'Unione Internazionale Astronomi e
della Royal Astronomical Society. Nel 1992 la scienziata è andata fuori
ruolo per anzianità e ha continuato l'attività di ricerca senza l'impegno
dell'insegnamento. Nel 1993 è stata eletta consigliera comunale a
Trieste.
Dal 1997 è in pensione, ma dirige ancora il Centro Interuniversitario
Regionale per l'Astrofisica e la Cosmologia (CIRAC) di Trieste e
si dedica a incontri e conferenze al fine di "diffondere la conoscenza
dell'Astronomia e una mentalità scientifica e razionale".
La biografia è tratta da Donne di scienza. 55 biografie dall'antichità al duemila di Sara Sesti e Liliana Moro, edizioni Pristem-Università Bocconi, seconda edizione 2002.