Se l’astronomia è senza segreti
Margherita Hack è una donna eccezionale sotto
molti punti di vista. Dopo aver portato a livello internazionale
l’Osservatorio astronomico che aveva fatto sorgere sul Carso triestino
e aver creato generazioni di astrofisici italiani, continua a ottant’anni
a occuparsi con energia e brillanti risultati della disciplina
a cui ha dedicato tutta la vita. E lo fa non solo a livello teorico,
ma anche pratico, senza disdegnare la divulgazione dei risultati, come dimostrano
i suoi libri diretti a un vasto pubblico di
appassionati.Tra gli ultimi usciti vorrei segnalarne uno, apparentemente
modesto, “Una vita tra le stelle”
(Di Renzo editore,
euro 9,59) che in sole 140 pagine riesce a fornire un quadro contemporaneamente
aggiornato e leggibilissimo dei grandi temi dell’astronomia e dell’astrofisica
e dei grandi progressi
compiuti nell’ultimo secolo.
Il volume – giunto alla sua seconda edizione - fa parte di una collana,
“Dialoghi”,
particolarmente
indovinata perché il testo che ne esce è il risultato di colloqui
tra i redattori della casa editrice e gli
scienziati. Si realizza così una fattiva collaborazione tra chi,
non essendo un esperto della materia, vuole
ottenere chiare risposte alle sue domande e chi è sollecitato a raccontare
e spiegare spaziando su tutti i campi di cui si è occupato.
Nonostante il titolo, la parte biografica vera e propria è limitata
all’introduzione: una ventina di paginette in cui la Hack racconta
con grande semplicità e modestia – al suo primo anno d’insegnamento
ebbe un solo allievo, un prete laureando in matematica – i suoi anni
di studio a Firenze, i motivi della sua scelta, le soddisfazioni
ottenute dall’astrofisica e dall’essere riuscita a costruire un valido
gruppo di collaboratori.
Nelle pagine che seguono sono via via affrontati i temi fondamentali
che rendono l’astronomia la più
affascinante e dibattuta delle discipline scientifiche. A cominciare
dall’origine dell’Universo e la sua evoluzione, agli interrogativi
intorno al Big Bang - un modello cosmologico che, come ammette la
Hack, è più convincente di altri, ma non spiega tutto – alla domande
se il nostro è il migliore degli universi possibili e se esistono
altri mondi abitati da esseri intelligenti.
Chi volesse pianificare i suoi studi in modo da diventare astronomo,
troverà molto utili i due capitoli conclusivi. Uno fa il quadro dell’astronomia
in Italia con i suoi osservatori nazionali e le sue collaborazioni
internazionali in località più adatte a studiare il cielo o con apparecchiature
installate su satelliti e sonde spaziali. L’altro spiega in quali
università si può seguire l’indirizzo astrofisico e quali sono le
concrete possibilità di lavoro. Senza creare troppe illusioni, ma
anche senza dissuadere l’aspirante ricercatore.