Una vita tra le stelle
Orione, n. 137, ottobre 2003, pag. 98
Questo volume è la seconda edizione, parzialmente aggiornata, di un libro
del 1995, forse uno dei maggiori successi editoriali della celeberrima
Margherita Hack. Nelle sue pagine, la Hack racconta la propria vita legata
a filo doppio con l’astronomia alla giornalista Fiorella Operto, attraverso
una serie di flash-back che coprono una cinquantina d’anni ne sono accadute
di cose, di cui la Hack è stata testimone e spesso protagonista: si è passati,
per esempio, da telescopi relativamente modesti a quelli di nuova generazione,
dalle rudimentali macchine calcolatrici ai computer più potenti. In questi
decenni la cosmologia ha definito la struttura a grande scala dell’Universo
e sono iniziati ad apparire i primi pianeti extrasolari. Insomma, mezzo
secolo di rivoluzioni astronomiche, che la Hack racconta con la solita
verve e simpatia.
Nell’introduzione, la Hack racconta in sintesi la propria vita, da quando
nacque in una strada di Firenze che faceva angolo con via Cento Stelle,
per poi trasferirsi a tre anni con la famiglia in una via intitolata a
Ximenes, un astronomo del Settecento. Predestinata? A scanso di equivoci,
la Hack si affretta subito a sottolineare: “Io non credo nella predestinazione
e considero ciò soltanto una buffa coincidenza”.
Forse è questa la parte più interessante e particolare del libro, in cui
il racconto della Hack porta il lettore a contatto con i grandi nomi dell’astrofisica
del XX secolo, che per la Hack sono stati colleghi e compagni di lavoro:
Otto Struve, Walter Baade, Burbidge e Fowler, Dirac e Dyson. È anche la
parte in cui l’Autrice racconta in prima persona la sua infanzia, la sua
fede politica fortemente antifascista, il suo essere donna in un mondo
della scienza quasi esclusivamente maschile.
Nella ventina di capitoli successivi vengono affrontati diversi argomenti
di astrofisica con un taglio a volte storico a volte più didattico, ma
sempre con un linguaggio estremamente colloquiale. Qualche esempio di tali
capitoli: “Il contributo della tecnologia al progresso dell’astrofisica”,
“L’origine dell’Universi e la sua evoluzione”, “L’aspetto dell’Universo
oggi”, “Alla caccia dei neutrini”, “Onde gravitazionali”, “I buchi neri:
ma ci sono davvero?” Solo un capitolo è dedicato al sistema solare, in
particolare alla sua esplorazione, e uno alla ricerca di pianeti al di
fuori di esso. D’altronde, questo non vuole essere un trattato organico
della materia, ma solo il pretesto per fornire una serie di spunti su alcuni
degli argomenti più intriganti dell’astrofisica, ripercorsi con l’occhio
di chi “c’era” davvero. Gli ultimi due capitoli, infine, sono dedicati
all’astronomia in Italia e a come fare per diventare un astronomo. È un
libro di piacevole lettura, che non richiede particolari conoscenze tecniche
per essere affrontato e che ci sentiamo di consigliare soprattutto ai giovani.
Per imparare che cos’era l’astronomia qualche decennio fa, come lavoravano
i suoi protagonisti e magari per appassionarsi a questa disciplina. Perché
quello che la Hack trasmette è soprattutto questo: il suo indomito entusiasmo.